Valeria La Bua

Scrittura per il Teatro e Drammaturgia (I anno)
È attrice, regista e drammaturga. Vincitrice del Premio Drammaturgia Under 35 del Teatro Stabile di Catania, sviluppa una ricerca teatrale che attraversa mito, memoria, corpo e dimensione collettiva. È docente di Scrittura per il Teatro presso la Scuola Tiresia | Scrittura e Storytelling.

Nata a Palermo, si forma come attrice presso la Scuola d’Arte Drammatica “Umberto Spadaro” del Teatro Stabile di Catania. Esordisce professionalmente al Teatro Greco di Siracusa in Lisistrata, con la regia di Emiliano Bronzino, e negli anni lavora con diversi registi in Italia e all’estero, tra teatro e cinema.

È cofondatrice di Teras Teatro, compagnia con cui sviluppa un percorso di ricerca nel quale drammaturgia, regia e recitazione diventano parti di un unico processo creativo e con la quale ha co-diretto il Teatro del Canovaccio di Catania. Nel 2022 scrive e dirige Radio Killers, vincitore del bando “Sicilia di scena” del Teatro Biondo di Palermo. L’anno successivo vince il Premio Drammaturgia Under 35 del Teatro Stabile di Catania con Clinica, ovvero i primi nove venerdì del mese, successivamente prodotto dallo stesso Teatro.

Parallelamente approfondisce la propria formazione autoriale attraverso il percorso di alta formazione Drammaturgie: cantieri di scrittura teatrale di Emilia-Romagna Teatro Fondazione (ERT) ed entra a far parte del progetto internazionale Interactiones, partecipando a residenze artistiche in Argentina e Cile.

Nel 2025 scrive e dirige IPPOLITO/FEDRA, presentato al Teatro Libero di Palermo, mentre il suo testo 9525 arriva tra i finalisti del concorso nazionale di drammaturgia Under 40 del Teatro Biondo di Palermo. Nel 2026 vince il bando GRIFEO di Iterculture con Macondo a Petralia, progetto dedicato al rapporto tra mito, territorio, comunità e colonialismo dell’immaginazione.

La sua ricerca drammaturgica attraversa il mito, la cronaca, la memoria e il corpo, muovendosi costantemente tra esperienza individuale e dimensione collettiva. La scrittura teatrale diventa così una pratica profondamente legata alla scena, capace di nascere dall’azione, dalle relazioni e dai corpi prima ancora che dalla pagina.

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