Scuola di scrittura o autodidatta? Come capire quale percorso seguire

Il dilemma dell’aspirante autore: quando scrivere da soli non basta più. Dai grandi autodidatti al valore del confronto e della formazione: due modi diversi di vivere la scrittura e crescere come narratori
di Alessandro Catalano
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Charles Dickens, Mark Twain, Ernest Hemingway, sono tra i più grandi e influenti scrittori della storia, che hanno in comune il fatto di essere autodidatti. Anche in Italia abbiamo degli esempi illustri come Boccaccio, Montale, Erri De Luca. Questi celebri autori, per motivi diversi non hanno ricevuto una formazione scolastica piena, abbandonando gli studi in precoce età.

Chi si approccia alla scrittura lo fa certamente spinto da una passione che nasce in pomeriggi passati in poltrona a scrutare con occhi avidi e insaziabili le pagine di un libro che, come per effetto di un incantesimo, cattura il lettore tenendolo inchiodato per ore. Certe volte quel lettore sente l’impulso, lui stesso, di diventare artefice di questa magia. Inizia allora a sperimentare. Racconti, fiabe, poesie o anche un semplice diario sono i rudimenti di un percorso creativo che, partendo da quello che si ha dentro, tira fuori qualcosa che prende forma e vita propria. La strada dell’autodidatta è il percorso naturale degli inizi, dei primi passi, e, a volte, come nei casi menzionati in precedenza, è l’unico necessario. Tal volta questo solo percorso non è sufficiente. Ci si ritrova quindi a un bivio: continuare a scrivere da soli o frequentare una scuola di scrittura?

Scuola di scrittura o autodidatta: quando nasce il dubbio

Se l’aspirante scrittore vuole impegnarsi seriamente, sentirà il bisogno di superare quei limiti che l’autoapprendimento gli impone. Avvertirà come una sete di conoscenza, vorrà imparare tecniche, stili, strutture e altre competenze che solo una scuola di scrittura può dargli.

La scuola come bottega e luogo di confronto

Una scuola di scrittura è come la bottega di un artigiano, dove gli scrittori sono gli apprendisti volenterosi di imparare il mestiere da chi lo conosce bene. Entrare in una scuola di scrittura non significa solo acquisire le varie tecniche, ma accedere al mondo della scrittura dalla porta principale. Il costante confronto con docenti e colleghi ricrea quell’atmosfera di scambio che un tempo si respirava nei salotti letterari, rendendo la scuola un ecosistema vibrante di storie e possibilità.

Non bisogna sottovalutare inoltre quei legami che si vengono a creare con l’esterno attraverso bandi, concorsi ed eventi che le scuole solitamente propongono e sponsorizzano, e che consentono agli studenti di mettersi in luce e di intrecciare rapporti con il mondo dell’editoria e non solo.

Non esiste una scelta giusta per tutti

Ma allora è meglio continuare a scrivere da soli o frequentare una scuola di scrittura? Forse non c’è una risposta che vada bene per tutti: la scelta tra scuola di scrittura e percorso autodidatta dipende soprattutto dal modo in cui si desidera vivere la scrittura. Certamente chi avverte quella sete di conoscenza, quel desiderio di appartenere a un mondo di anime affini, la scelta, in cuor suo, l’ha già fatta.

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