Perché la scrittura è anche un percorso di crescita personale

Scuole di storytelling e formazione narrativa. Metodo, confronto e consapevolezza: frequentare una scuola può trasformare non solo la tecnica narrativa, ma anche il modo di guardare sé stessi e gli altri
di Agata Prastani
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Il proprio libro sulle vetrine delle librerie, decine di critiche entusiaste, centinaia di lettori in fila per un autografo. Probabilmente sono queste le immagini che affollano la mente di chi decide di iscriversi a una scuola di scrittura creativa, immaginando già il traguardo finale. Spesso però, prima ancora della meta professionale, quel percorso si rivela un viaggio di crescita personale.

Scrivere è guardarsi allo specchio

Decidere di imparare a scrivere è un’esigenza che nasce dal profondo, da una voglia prepotente di trovare sé stessi, il proprio talento e in qualche modo il proprio posto nel mondo. È un po’ come guardarsi allo specchio e vedere in maniera nitida pregi e difetti, soprattutto quando ci si confronta con i propri testi, con le riscritture e con lo sguardo degli altri. Scrivere aiuta a mettere ordine nel caos dei propri pensieri e delle proprie emozioni.  

Scrivere è disciplina

Una scuola di scrittura è in grado di offrire un’importante crescita personale insegnando metodo, costanza e il superamento della paura del giudizio proprio e altrui.

Scrivere significa anche confrontarsi con una pagina che non funziona, riscrivere un testo più volte, accettare critiche e imparare a sostenere i propri dubbi senza lasciarsi bloccare. È un esercizio continuo che allena creatività, consapevolezza e fiducia in sé stessi.

La scrittura come comunità

Inoltre, ciò che rende il frequentare una scuola di scrittura un’esperienza di crescita personale a 360 gradi è la condivisione del percorso con altre persone che hanno la stessa passione.

Una scuola non è fatta soltanto di lezioni e teoria, ma anche di confronto continuo: leggere i testi degli altri, ricevere osservazioni sul proprio lavoro, ascoltare interpretazioni diverse della stessa storia e imparare a sostenere il dialogo attorno a ciò che si scrive.

Molto spesso è proprio questo confronto a far crescere davvero: accettare critiche senza viverle come un fallimento, imparare a rileggersi con maggiore lucidità, scoprire nuovi punti di vista e uscire dalle proprie abitudini narrative.

Condividere la scrittura con altri allievi e allieve significa quindi non soltanto migliorare tecnicamente, ma anche ampliare i propri orizzonti umani e creativi, sentendosi parte di una comunità che parla la stessa lingua fatta di storie, dubbi e ricerca.

La scrittura come attraversamento interiore

Iscriversi a una scuola di scrittura e storytelling può assomigliare al Cammino di Santiago: un percorso fatto di tappe, fatica, dubbi, scoperte e piccoli cambiamenti che spesso si comprendono soltanto andando avanti.

Al posto delle frecce che indicano il cammino ci saranno docenti, libri, esercizi e riscritture. Le conchiglie saranno i racconti, gli errori corretti, le pagine abbandonate e poi riprese. E il bastone del viandante sarà sostituito da carta, penna e computer.

Come ogni viaggio autentico, anche quello della scrittura mette alla prova la pazienza, la costanza e il modo in cui si guarda sé stessi. Alla fine del percorso non saranno cresciuti soltanto la tecnica narrativa e lo stile, ma anche la consapevolezza di chi si è diventati durante il cammino.

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